Sono atterrato a Monaco con il volo delle 6.55 da Roma, che e' il volo di pendolari italiani per business italo-tedeschi e di anziani americani in scarpe da ginnastica che tornano nella loro patria ora democratica. Un volo di oriundi, a bordo non c'era un singolo tedesco. Non e' la prima volta che faccio questa tratta, a volte per rimanere qui ma più spesso, e come nel caso di oggi, per proseguire verso il nord-europa. Ed e' sempre cosi'. Italiani, americani, americani, italiani.
E sempre il sonno mi accompagna. E' una alzataccia, sveglia alle 4.45, lotto con me stesso per uscire dalle coperte calde, mi vesto con gli occhi chiusi, mi guardo allo specchio e vedo un tizio con la barba lunga e capelli sfatti, provo a rattopparmi un po', esco di casa ed entro nella macchina fredda, riscaldamento a manetta a 22 gradi, guido con un occhio solo fino a Fiumicino, parcheggio, mi trascino fino al bar al terminal B dove mi faccio un Menu' Mattina, e poi, finalmente, apro gli occhi e connetto.
Sull'aereo leggo Repubblica e mi sparo un succo di pomodoro con pepe e sale (quasi un bloody mary...) per poi appisolarmi con i Radiohead nelle orecchie e risvegliarmi solo quando le ruote toccano terra.
L'aereoporto di Monaco e' un gioiellino di ordine, efficienza e pulizia. Camminando tra i suoi lunghi corridoi si distinguono i rumori dei tacchi delle donne in tailleur e degli uomini in giacca e cravatta. La lounge fumatori e' enorme e funzionante sul serio (avete mai provato, per confronto, quella al terminal B di Fiumicino?) e ci sono distributori per te, caffè e giornali, tutti gratuiti. Viaggiare cosi' e' quasi un piacere. Quasi.
Devo dire che, dopo tanto viaggiare Alitalia (ho guadagnato ben 230.000 miglia che chissa' che fine faranno...), oggi con Lufthansa mi sento un vero signore. Il boarding e' stato puntuale e veloce, e anche qui a Monaco, come a Francoforte, ci sono i tornelli dove si infila il biglietto per salire a bordo, evitando il controllo da parte del personale di terra. Una cosa veloce, che e' davvero una mano santa quando si viaggia e dove le attese sono la cosa più snervante.
Mi attende una Stoccolma fredda e piovosa, e forse anche buia. Ma io amo Stoccolma, ne sono sempre stato innamorato sin dal Maggio 2001 quando ci andai per lavoro e dove rimasi un mese intero. Durante quel mese il sole regno' perenne, e Stoccolma con il sole e' fenomenale davvero. Ora sara' decisamente diversa, ma va bene cosi'. Come mi piace dire, la vita va vissuta per emozioni contrastanti.
Hej do.
